Piccolo non significa semplice. Il design multifunzionale secondo TRILObyME.
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A volte il lavoro più difficile è decidere cosa tenere.
C’è una cosa curiosa negli oggetti che utilizziamo ogni giorno: presi singolarmente sembrano tutti indispensabili, ma quando dobbiamo portarli con noi iniziano improvvisamente a occupare troppo spazio.
Una penna per scrivere, una matita per disegnare, un portamine per essere più precisi. Poi una gomma, un temperino, magari qualche ricarica. Niente di particolarmente ingombrante, almeno finché non proviamo a mettere tutto insieme.
È un problema piuttosto comune, soprattutto per chi è abituato a passare da una scrivania all’altra, dall’università allo studio, da una riunione a un treno. Gli strumenti cambiano, ma il bisogno rimane lo stesso: avere a disposizione quello che serve, senza doversi portare dietro tutto il resto.
E se invece di cercare un astuccio più piccolo provassimo a ripensare l’astuccio stesso?
Fare spazio non significa necessariamente togliere qualcosa.
Quando pensiamo a un oggetto compatto, immaginiamo quasi sempre una versione ridotta di qualcosa che esiste già. Un computer più sottile, una borraccia più piccola, un accessorio che occupa meno spazio.
Ma ridurre le dimensioni è soltanto una parte del problema. La vera sfida è capire cosa succede alle funzioni quando lo spazio diminuisce.
Perché possiamo rendere un oggetto più piccolo, certo. Ma se per farlo diventa scomodo, fragile o complicato da utilizzare, abbiamo davvero migliorato qualcosa?
È qui che entra in gioco il design multifunzionale, un approccio alla progettazione che cerca di integrare più utilizzi in un unico oggetto, senza sacrificare la praticità.
Il principio sembra semplice: fare di più con meno.
Nella realtà, però, significa mettere continuamente in discussione il rapporto tra forma, funzione e utilizzo. Capire quali elementi possono convivere, quali possono condividere lo stesso spazio e quali, invece, sono davvero necessari.
Perché aggiungere una funzione è relativamente facile.
Far funzionare bene tutte le funzioni insieme è un’altra storia.
Un atelier che sta in una mano.
È proprio intorno a questa idea che abbiamo sviluppato TRILObyME, il nostro atelier portatile per scrivere, disegnare e creare.
L’obiettivo era ripensare un oggetto che conosciamo tutti, l’astuccio, trasformandolo in qualcosa di più compatto e versatile. Non un semplice contenitore per strumenti, ma un oggetto progettato per integrarli.
Il risultato misura appena 10,5 centimetri.
Per dare un’idea, meno della lunghezza di una normale penna.
Eppure, al suo interno trovano posto diversi strumenti per scrivere e disegnare, insieme a cinque ricariche, una gomma e un temperino. Due tappi magnetici completano la struttura, permettendo di accedere ai diversi elementi.
Tutto in un oggetto che possiamo tenere in mano, infilare in tasca o portare nello zaino senza doverci pensare troppo.
La parte interessante, però, non è soltanto quanto siamo riusciti a farci stare dentro.
È il fatto che ogni elemento sia lì per essere utilizzato.
Perché TRILObyME non nasce per sostituire una scrivania piena di strumenti. Nasce per darci la libertà di averne alcuni sempre a disposizione, anche quando una scrivania non c’è.
Un’idea da annotare mentre siamo fuori. Uno schizzo veloce. Una correzione su un progetto. Qualcosa che ci viene in mente proprio quando non abbiamo niente con cui scrivere.
Succede abbastanza spesso, no?
Quando ogni millimetro conta.
Progettare un oggetto così compatto richiede di affrontare una serie di problemi che, guardandolo dall’esterno, probabilmente non immaginiamo.
La forma deve essere comoda da impugnare, ma deve anche lasciare spazio agli strumenti. I componenti devono essere facilmente accessibili, ma non possono muoversi liberamente all’interno. I tappi devono assicurare la chiusura del sistema, senza complicarne l’utilizzo.
E poi c’è la produzione.
TRILObyME viene realizzato attraverso stampa 3D con un materiale biobased a base di PLA, una tecnologia che ci permette di lavorare su geometrie e soluzioni costruttive difficili da ottenere con approcci più tradizionali.
Questo non significa che la stampa 3D risolva automaticamente ogni problema. Significa piuttosto poter progettare, prototipare e verificare fisicamente le soluzioni, intervenendo sulle geometrie e sui dettagli fino a trovare un equilibrio tra funzionalità e produzione.
È un processo fatto di decisioni, tentativi e modifiche.
A volte anche per dettagli che, una volta finito il prodotto, nessuno noterà (ed è giusto così).
Quando un oggetto funziona bene, non dovremmo necessariamente accorgerci di quanto sia stato difficile progettarlo.
Meno cose da portare. Più possibilità di usarle.
C’è un altro aspetto del design multifunzionale che ci interessa particolarmente.
Non riguarda soltanto lo spazio che risparmiamo, ma il modo in cui un oggetto può cambiare le nostre abitudini.
Pensiamo alla differenza tra avere una matita sulla scrivania e averne una sempre con noi.
Nel primo caso possiamo utilizzarla quando siamo alla scrivania.
Nel secondo, ogni momento può diventare quello giusto per scrivere qualcosa.
Può sembrare una differenza piccola, ma è proprio su questo genere di dettagli che il design può incidere sulla quotidianità.
Un oggetto utile non è soltanto quello che funziona bene. È anche quello che abbiamo a disposizione quando ci serve.
TRILObyME nasce con questa intenzione: rendere più semplice portare con sé gli strumenti per dare forma alle idee, senza dover decidere ogni volta quali lasciare a casa.
E senza rinunciare al piacere di utilizzare oggetti fisici per scrivere, disegnare e progettare.
Perché, per quanto siano comodi smartphone e computer, ci sono ancora momenti in cui prendere una matita e tracciare una linea è semplicemente il modo più immediato per iniziare.
Piccolo non significa semplice.
Alla fine, forse è proprio questo il paradosso più interessante del design di oggetti compatti.
Più un prodotto diventa piccolo, più dobbiamo essere precisi nel decidere cosa farci stare dentro.
Ogni componente deve avere un motivo per esserci. Ogni funzione deve giustificare lo spazio che occupa. E ogni scelta deve contribuire a rendere l’oggetto più utile, non soltanto più complesso.
Con TRILObyME abbiamo provato a fare esattamente questo: concentrare sei strumenti per scrivere e disegnare in un unico oggetto, abbastanza piccolo da seguirci ovunque e abbastanza versatile da essere davvero utile.
Non volevamo semplicemente fare un astuccio più piccolo.
Volevamo ripensare cosa potesse diventare.
E forse è questo il bello del design: prendere qualcosa che conosciamo da sempre e trovare un modo completamente diverso di utilizzarlo.
LESS SPACE. MORE POSSIBILITIES.