Il portfolio non dovrebbe essere il posto dove finiscono i progetti.
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Ci hanno insegnato a fare portfolio.
Seleziona i progetti migliori.
Sistema i render.
Rifai quella tavola che adesso ti sembra terribile.
Scrivi due righe sul concept.
Esporta.
PORTFOLIO_FINAL_final_v7.pdf
Fatto. E poi?
È una domanda che ci siamo fatti guardando molti portfolio di giovani designer.
Dentro ci sono oggetti interessanti. Idee che funzionano. Tesi sviluppate per mesi. Prototipi costruiti davvero. Progetti che hanno superato quattro revisioni, la notte prima della consegna e almeno un “farei solo una piccola modifica”.
Poi l’università finisce.
Il progetto entra nel portfolio.
E spesso la sua storia finisce esattamente lì.
Un buon progetto non è ancora un prodotto
Non è necessariamente un problema di qualità.
Progettare qualcosa e riuscire a produrlo sono due lavori molto diversi.
Tra un render e un oggetto che qualcuno può realmente comprare ci sono engineering, prototipi, errori, materiali, test, costi, macchine, fornitori, packaging, quantità minime, comunicazione, distribuzione.
Una quantità poco fotogenica di cose.
Ed è difficile aspettarsi che un designer all’inizio del proprio percorso abbia contemporaneamente una buona idea, le competenze per svilupparla, i mezzi per produrla e una struttura per venderla.
Così succede una cosa strana.
Continuiamo a progettare nuovi oggetti da aggiungere al portfolio mentre alcuni di quelli che ci sono già dentro forse meriterebbero semplicemente di uscirne.
Quindi abbiamo deciso di aprire i portfolio
Non per assumere qualcuno. Non per assegnare un brief. E nemmeno per organizzare l’ennesimo esercizio progettuale.
Vogliamo vedere quello che hai già disegnato.
Quello della tesi.
Quello sviluppato durante un corso.
Quello personale che hai prototipato una volta e poi lasciato lì.
Quello che continui a mettere nel portfolio perché, a distanza di due anni, pensi ancora che sia una buona idea.
Da qui nasce
DON’T LEAVE IT IN YOUR PORTFOLIO
la Open Call di EGOUNDESIGN dedicata a designer, studenti e neolaureati con un progetto che non è mai arrivato alla produzione.
L’idea è semplice:
You bring the project. We bring the means to make it real.
Può essere quello della tesi.
Un concept che hai sviluppato per mesi.
Un prototipo che funziona ma non hai mai capito come produrre.
O semplicemente quel progetto che, ogni volta che aggiorni il portfolio, continui a tenere dentro.
Non deve essere pronto. Deve essere interessante.
Non cerchiamo prodotti già risolti.
Cerchiamo buone idee che abbiano ancora qualcosa da dire fuori da un PDF.
Piccoli oggetti quotidiani, stationery, desk objects, accessori. Oggetti che possiamo prendere, studiare, prototipare, modificare e provare a trasformare in qualcosa di reale.
Il progetto può essere ancora un concept, può avere già un prototipo o può avere qualche problema da risolvere.
Dal PDF al prodotto
Se scegliamo di andare avanti insieme, il progetto smette di essere soltanto tuo da sviluppare da solo.
EGOUNDESIGN mette a disposizione sviluppo, prototipazione, produzione e tutto quello che serve per provare a portarlo sul mercato.
Tu hai avuto l’idea mentre noi proviamo a darle quello che spesso manca dopo l’ultima revisione: i mezzi per farla esistere.
E se funziona? Il tuo nome rimane sul progetto.
Designed by [your name]. Curated by EGOUNDESIGN.
E partecipi alle vendite attraverso una royalty.
Perché non stiamo cercando progetti da prendere.
Stiamo cercando designer con cui farli succedere.
Forse è già nel tuo portfolio
Quindi non progettare niente di nuovo.
Ma apri il portfolio, scorri qualche pagina e fermati su quel progetto che continui a non togliere, quello per cui hai già pensato almeno una volta:
peccato sia rimasto solo un progetto.
Ecco, mandaci quello! Con qualche informazione. Un PDF. E poi ci pensiamo noi.
DON’T LEAVE IT IN YOUR PORTFOLIO.
Vuoi sapere cosa puoi candidare, come funziona la selezione o cosa succede ai diritti del progetto? Trovi tutti i dettagli nella Open Call.